Città europee della cultura (1985-1999)

Atene 1985

Atene è stata la prima Capitale Europea della Cultura. Un gran numero di cittadini seguì la numerosa serie di eventi culturali che ebbe luogo durante il 1985. L'organizzazione era gestita da un piccolo gruppo di persone interno al Ministero della Cultura, composto da una decina di membri e guidato da Melina Mercouri.

Tra gli eventi che ebbero luogo si segnalano, per il loro respiro europeo, gli spettacoli di musica e danza che si tennero per le strade di Atene e la grande esibizione nella Galleria di Arte Nazionale, inaugurata dall'allora Presidente francese F. Mitterand.

Firenze 1986

L'intero dipartimento culturale del comune di Firenze fu coinvolto nell'organizzazione degli eventi, che riuscì nell'impresa anche se con molte difficoltà burocratiche (ritardi dei finanziamenti e indecisioni). I progetti avevano uno slancio fortemente europeo ed ebbero carattere eterogeneo: spettacoli di teatro, concerti di musica, conferenze ed eventi pubblici.

La principale eredità dell'esperienza fu rappresentata dalla creazione di un network tra numerose fondazioni della città e, più in generale, anche dal consolidamento di una prassi ben precisa nella collaborazione tra pubblico e privato.

Amsterdam 1987

Tutte le attività programmate per il 1987 ad Amsterdam avevano l'intento di porre le basi per sviluppi a lungo termine, che andassero oltre l'anno della manifestazione. Il programma incluse mostre, pubblicazioni, congressi, spettacoli, concerti, proiezioni di film e di altro materiale audiovisivo, che hanno contribuito alla realizzazione di un evento paneuropeo, volto a stimolare la riflessione sull'estensione dell'Europa, anche in senso geografico; sull'identità culturale; sulla prospettiva internazionale che scaturisce dalla cooperazione fra stati.

Berlino 1988

Con la designazione a Città Europea della Cultura, l’allora Berlino ovest intendeva rivendicare la propria identità europea e mostrarsi come una vetrina culturale al resto del mondo. Infatti, al di là del significato politico della designazione, Berlino colse l’occasione per sviluppare il settore artistico e culturale, aprendosi a nuove idee e soprattutto alle nuove generazioni, riuscendo pienamente nell’intento di produrre effetti a lungo termine. In particolare, il progetto presentava Berlino come un luogo di innovazione, di incontro tra est e ovest – anche con l’idea di superare, anche solo intellettualmente, la divisione della città in due parti – e come un centro di creatività. Rispetto a questo ultimo aspetto, furono organizzati numerosi workshop volti a stimolare la creatività, che riunivano artisti provenienti da diversi settori, come il teatro, la danza, la musica, le belle arti, la moda, il design. Si segnalano i simposi di letteratura incentrati sul ruolo svolto da Berlino nella definizione dell’identità europea, le mostre a carattere storico su Micene e sull’imperatore Augusto, lo spettacolo sulla Divina Commedia. 

Parigi 1989

Parigi rappresenta una città che ha inciso profondamente nello sviluppo della cultura europea. Il programma elaborato per il 1989, forte di questa consapevolezza, si caratterizzò per una forte apertura nei confronti di artisti stranieri, come R. Nureyev, R. Wilson, P. Brook, e delle produzioni artistiche straniere. Il progetto venne attuato principalmente dalla città (Ufficio del Sindaco) e dallo Stato (Ministero della Cultura); il piano promozionale dell’evento fu affidato a un’associazione culturale senza scopo di lucro (“Association Dialogue entre les Cultures”). La cerimonia inaugurale previde la messa in scena di “Napoleone” di A. Gance, una manifestazione architettata da artisti sovietici e americani volta a sottolineare il ruolo di Parigi quale ponte tra Oriente e Occidente, uno spettacolo con fuochi d’artificio e l’inaugurazione del monumento alla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo. La cerimonia di chiusura fu invece collegata all’European Film Prize. 

Glasgow 1990

L'evento ebbe un impatto significativo sul processo di sviluppo e trasformazione della città, sottolineando come la città fosse solidamente legata a un tessuto europeo ben definito e ampio: proprio per questo motivo il successo di Glasgow 1990 fu più dovuto all'esperienza collettiva che ai singoli eventi.

L'occasione permise ancora una volta di sviluppare una strategia di lungo periodo in grado di favorire l'espansione di una coscienza europea e nel contempo una valorizzazione della città ospite.

Dublino 1991

La città di Dublino venne scelta per una molteplicità di ragioni. In primo luogo, la città ospita la maggior parte delle istituzioni culturali irlandesi (musei, gallerie, etc.); in seconda istanza, nella tradizione letteraria e teatrale dublinese figurano i nomi di O. Wilde, J. Joyce, S. Beckett, G.B. Shaw; infine, la città possiede un notevole patrimonio artistico e culturale. Le attività vennero programmate anche tenendo conto dei cambiamenti stagionali. Tra maggio e agosto vennero prediletti eventi all’aperto e in strada, tra cui si segnala il più grande concerto rock mai tenutosi fino ad allora in Irlanda, il “Music City”; durante l’autunno e la primavera si predilessero i teatri, le gallerie e la Sala Concerti Nazionale. La stagione teatrale “Mayday to Bloomsday” mise in scena note opere irlandesi e internazionali. Nel settore della letteratura, il 1991 segnava il cinquantesimo anniversario della morte di J. Joyce, che fu debitamente valorizzato; peraltro venne inaugurato il Museo degli scrittori dublinesi. Similmente, nel 1991 fu inaugurato anche il nuovo Museo delle Arti visive. Da un punto di vista economico, la manifestazione impiegò in primo luogo risorse pubbliche, ma fu intrapresa anche una campagna per stimolare il settore privato a supportare le iniziative, avvalendosi della collaborazione con la Camera di Commercio.

Madrid 1992

Lo slogan di Madrid 1992 fu “Madrid Capital is Culture”. Originariamente il Ministero della Cultura avrebbe dovuto avere l’intera gestione dell’anno, ma a seguito di discussioni con la municipalità e con la regione si decise che le tre autorità avrebbero gestito congiuntamente la manifestazione. A causa delle elezioni svoltesi all’epoca e dei conseguenti cambiamenti di orientamento, la gestione di “Madrid 2012” risentì negativamente dei coevi conflitti tra personalità politiche. Il numero di eventi realizzato fu notevole e incluse mostre, concerti, spettacoli teatrali (incentrati su autori spagnoli quali Cervantes, Calderon, Lope de Vega), balletti, conferenze e seminari sulla scienza e la tecnologia, sull’arte e la cultura, sulla società e l’economia, sul ruolo della Spagna in Europa.

Antwerpen 1993

L'evento segnò per la città uno spartiacque. La fondazione creata per l'occasione, Antwerp 93, garantì un'organizzazione delle manifestazioni più indipendente dal potere politico delle istituzioni municipali e una maggiore autonomia per quanto riguardava la scelta degli artisti partecipanti.

Fu scelto deliberatamente di non focalizzarsi sui temi europei, ma di indirizzarsi verso una dimensione totalmente internazionale.

Lisbona 1994

L'evento fu strutturato su un programma di spessore relativamente alla qualità degli eventi e la loro diversità, finalizzato al coinvolgimento e alla partecipazione sia di cittadini del centro che della periferia. Le esposizioni e le mostre ebbero il successo più grande, con una grande affluenza di pubblico.

Lisbona 1994 ha dato alla città un nuovo impulso sul piano della consapevolezza culturale e ha anche messo in luce il connesso tema della "sostenibilità culturale", resa questa possibile attraverso la creazione e l'attuazione di nuove dinamiche.

Lussemburgo 1995

Tra i fattori che concorrono a fare di Lussemburgo un polo culturale importante possono certamente essere annoverati il patrimonio culturale, la collocazione topografica, il paesaggio, le chiese e i villaggi pittoreschi, le aree industriali. Il programma mirava a evidenziare le radici culturali comuni di tutta l’umanità, al contempo mettendo il luce il ruolo di Lussemburgo nel panorama europeo. Il tema centrale della manifestazione era il “Dialogo”, affrontato nei suoi diversi aspetti: il dialogo tra le diverse generazioni, il dialogo tra il Lussemburgo e gli altri Stati europei, tra le diverse forme di espressione culturale, tra gli artisti e il loro pubblico, tra l’inizio del XX secolo e la sua fine. Tra le mostre svoltesi si segnalano “Luxe, Calme et Volupte”, di stampo post-impressionista, e “The family of man”, raccolta di 500 fotografie scattate da fotografi provenienti da 68 nazioni diverse, riguardanti i vari aspetti della vita dell’uomo, quali l’amore, la nascita, l’istruzione, la guerra, la pace.

Copenhagen 1996

La nomina di Copenaghen a Città Europea della Cultura era parte di un più vasto programma finalizzato a rinnovare la capitale danese e l’area circostante. La designazione rappresentava quindi uno degli strumenti per agevolare il processo di rivitalizzazione della città e della ragione, ponendo la cultura al centro dell’attenzione. I dieci obiettivi ufficiali del programma erano: promuovere la partecipazione all’arte e alla cultura; valorizzare l’offerta culturale della regione e la sua varietà; collocare la cultura danese su un piano internazionale; identificare gli orientamenti culturali a livello internazionale; sottolineare l’unicità della situazione topografica e culturale della città; presentare Copenaghen come una zona unita e come capitale; sottolineare il ruolo di Copenaghen come centro europeo; incoraggiare la creatività, incrementare la qualità della vita, coinvolgere i gruppi locali. Gli scopi e gli obiettivi del programma vennero definiti attraverso una consultazione pubblica che tenne conto del parere dei politici, delle organizzazioni culturali, degli artisti, del settore produttivo e lavorativo, del settore turistico, delle organizzazioni della società civile, dei servizi sociali, della popolazione residente.

Thessaloniki 1997

La manifestazione ebbe un successo enorme sia per la cittadinanza che per la Grecia. Ogni evento fu concepito come una variazione sul tema del ponte tra est e ovest, senza però rinunciare a mostrare la storia e la tradizione della città.

L'esperienza favorì la creazione di una forte e dinamica infrastruttura culturale che ancora oggi è in grado di affrontare le sfide attuali.

Stoccolma 1998

L'evento fu l'occasione per scoprire Stoccolma come centro culturale. Il primissimo effetto visibile fu un aumento della cooperazione interdisciplinare: teatro, fotografia e pittura furono al centro dell'attenzione, così come anche tutta una serie di convegni su tematiche europee.

La principale eredità di quell'esperienza fu la nascita di numerosi soggetti che ancora oggi rivestono un importante ruolo per la vita culturale della città.

Weimar 1999

La manifestazione riuscì a rilanciare la città come centro di notevole importanza culturale. Il programma fu particolarmente ricco e vide la presenza di eventi relativi alla letteratura, alla storia, e alla musica.

Anche in questo caso furono riscontrati alcuni problemi di natura burocratica che, tuttavia, non hanno ostacolato il percorso di Weimar verso il suo processo di rinnovamento e di evoluzione verso il futuro.